<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="yes"?><oembed><version><![CDATA[1.0]]></version><provider_name><![CDATA[Rifondazione Comunista - Federazione di Mantova]]></provider_name><provider_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com]]></provider_url><author_name><![CDATA[rifondazionemantova]]></author_name><author_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com/author/rifondazionemantova/]]></author_url><title><![CDATA[Consiglio approva riforma del Servizio Idrico&nbsp;Integrato]]></title><type><![CDATA[link]]></type><html><![CDATA[<p>L&#8217;acqua rimane sotto il <strong>controllo pubblico</strong>, le <strong>tariffe</strong> non aumentano, le <strong>Province</strong> assumono le competenze delle ex AATO (Autorità di Ambito Territoriale Ottimale) e i <strong>Comuni </strong>vanno ad acquisire un ruolo importante all&#8217;interno della Conferenza nella quale saranno inseriti e dove esprimeranno <strong>parere vincolante</strong>. Questi, in sintesi, i contenuti della legge di riforma del Servizio Idrico Integrato, approvata questo pomeriggioin <strong>Consiglio regionale</strong>, con 39 voti favorevoli espressi dai componenti dei gruppi PdL e Lega Nord. Dopo l’esame e il voto sugli emendamenti, il capogruppo del Pd <strong>Luca Gaffuri</strong> aveva annunciato la non partecipazione al voto finale e l’abbandono dell’Aula del suo gruppo e degli altri gruppi di minoranza. “<em>E’ una legge che non condividiamo e della quale non vogliamo assumerci nessuna responsabilità </em>–ha detto <strong>Gaffuri</strong>-: <em>davanti al mancato accoglimento di ogni nostra proposta, preferiamo chiamarci fuori e lasciare che la maggioranza si assuma in toto la paternità di questo provvedimento”</em>.</p>
<p>La legge entrerà in vigore al 1 gennaio, data in cui alle Province saranno trasferite le funzioni e le competenze gestionali: le Province stesse avranno poi sei mesi di tempo per adeguarsi alle novità introdotte dalla legge. L&#8217;intervento legislativo si è reso necessario per adeguare l&#8217;organizzazione del Servizio Idrico Integrato regionale agli obblighi normativi che derivano dalle nuove disposizioni statali e dalle sentenze della Corte Costituzionale. La finanziaria dello scorso anno aveva infatti decretato la soppressione a partire dal 1 gennaio 2011 delle AATO (ora con il Decreto Milleproroghe del Governo nazionale prorogata di un ulteriore anno) e ha imposto l&#8217;obbligo di attribuire le loro funzioni ad altri soggetti da individuarsi con legge regionale.</p>
<p>La Regione ha scelto di attribuire le funzioni amministrative delle <strong>soppresse AATO</strong> alle <strong>Province</strong> e, limitatamente all&#8217;ambito della <strong>città di Milano</strong>, al Comune.</p>
<p><em>“La Costituzione assegna allo Stato la competenza sulla gestione dell’acqua e senza deleghe specifiche da parte dello Stato non è purtroppo possibile assegnare ai Comuni tale competenza: per questo motivo</em> –ha detto il relatore <strong>Carlo Saffioti</strong>&#8211; <em>ritengo che il provvedimento approvato oggi in Consiglio regionale sia un ottimo provvedimento, che accoglie molte richieste degli Enti locali, rispetta le normative vigenti e pone le condizioni per migliorare ulteriormente il servizio. Inoltre</em> –ha aggiunto Saffioti- <em>questo provvedimento conferma grande attenzione al ruolo dei Comuni, cosa che invece non troviamo nei progetti di legge analoghi approvati in Emilia Romagna e Toscana”</em>.</p>
<p>Questi in sintesi <strong>i punti principali</strong> della riforma approvata oggi:</p>
<p>&#8211; L&#8217;organizzazione del servizio idrico integrato sarà gestita dalle Province tramite una struttura apposita, <strong>l&#8217;Ufficio d&#8217;Ambito</strong>, costituito come Azienda speciale, che può operare con una contabilità separata rispetto a quella della Provincia e pertanto non influire sul Patto di Stabilità di quest&#8217;ultima. L&#8217;istituzione dell&#8217;azienda speciale deve avvenire &#8220;<em>senza aggravio di costi per l&#8217;ente locale</em>&#8220;. Gli incarichi di presidente, consigliere e revisore dei conti devono essere svolti a titolo meramente onorifico e gratuito.</p>
<p>&#8211; Per assicurare un coinvolgimento concreto ed operativo dei <strong>Comuni</strong> nell&#8217;organizzazione del servizio, nel <strong>CdA</strong> <strong>dell&#8217;Azienda speciale</strong> deve essere garantita una rappresentanza significativa di maggioranza (<strong>almeno 3 consiglieri</strong> <strong>su 5</strong>) dei Comuni dell&#8217;ambito: un rappresentante dei Comuni con popolazione inferiore ai 3mila abitanti, uno dei Comuni tra 3mila e 15mila abitanti e uno dei Comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti (non necessariamente il Comune capoluogo). I rappresentanti dei Comuni vengono nominati su indicazione della Conferenza dei Sindaci.</p>
<p>&#8211; I <strong>Comuni</strong> avranno un ruolo di primo piano grazie anche alla costituzione della <strong>Conferenza</strong>: ne faranno parte tutti i sindaci dei Comuni dell&#8217;ambito. La <strong>Conferenza </strong>deve rendere un <strong>parere vincolante</strong> e obbligatorio su tutti gli atti della Provincia relativi alla pianificazione d&#8217;ambito e alla determinazione della tariffa.</p>
<p>&#8211; Gli Enti locali hanno la facoltà di costituire una <strong>società patrimoniale</strong> (proprietaria delle reti), cui spettano le funzioni di progettazione preliminare per nuovi interventi programmati dal Piano d&#8217;Ambito, le attività di collaudo delle nuove infrastrutture e l&#8217;affidamento del servizio. Le società patrimoniali non svolgeranno compiti connessi alla gestione delle reti, che restano di competenza esclusiva del gestore unico affidatario del servizio.</p>
<p>&#8211; Prima della loro approvazione, i Piani d&#8217;Ambito dovranno essere inviati alla <strong>Regione</strong>, che ne verifica la coerenza con gli atti di programmazione e pianificazione regionale (Piano di tutela delle acque e Piano di distretto di bacino).<br />
E’ stata infine introdotta su richiesta del Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione una <strong>clausola valutativa</strong> secondo la quale ogni anno la Giunta regionale deve informare il Consiglio regionale sul processo di attuazione della legge e sui risultati prodotti.</p>
<p><em>(biass)</em></p>
]]></html></oembed>