<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="yes"?><oembed><version><![CDATA[1.0]]></version><provider_name><![CDATA[Rifondazione Comunista - Federazione di Mantova]]></provider_name><provider_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com]]></provider_url><author_name><![CDATA[rifondazionemantova]]></author_name><author_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com/author/rifondazionemantova/]]></author_url><title><![CDATA[Donne! E&#8217; arrivato l&#8217;arrotino&#8230;]]></title><type><![CDATA[link]]></type><html><![CDATA[<p><em>di Eleonora Forenza</em><br />
<em>(Liberazione del 13 febbraio 2011)</em></p>
<p><a href="https://prcmantova.files.wordpress.com/2011/02/senza-titolo-1.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="1338" data-permalink="https://prcmantova.wordpress.com/2011/02/13/donne-e-arrivato-larrotino/senza-titolo-1/" data-orig-file="https://prcmantova.files.wordpress.com/2011/02/senza-titolo-1.jpg" data-orig-size="240,213" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="senza titolo 1" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;senza titolo 1&lt;/p&gt;
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<p>Noi che speriamo che mille riot ci aiutino a riannodare il filo della rivoluzione più lunga, quella femminista, che ha prodotto non solo un avanzamento dal punto di vista legislativo, ma soprattuto un radicale cambiamento nel senso comune: appunto una rivoluzione nella società, nella cultura, nella politca diffusa ancor prima che nelle istituzioni.</p>
<p><!--more-->Noi che, come scriveva Carla Lonzi, «cerchiamo l&#8217;autenticità del gesto di rivolta, e non lo sacrificheremo né all&#8217;organizzazione né al proselitismo». Tantomento al perbenismo.<br />
Noi che siamo tutte egiziane, perché pensiamo che dalla società, e non dagli accordi di Palazzo, possa partire un cambiamento reale della politica. In Egitto come in Italia. E quindi sentiamo su di noi quotidianamente («se non sempre, quando?» recita giustamente il documento di alcuni collettivi femministi) la responsabilità di agire il cambiamento.<br />
Noi che siamo tutte egiziane, perché non lasciamo sola nessuna, neanche la nipote di Mubarak. Perché rifiutiamo ogni distinzione tra donne perbene e donne permale.</p>
<p>Noi che non siamo indignate, ma furiose tutti i giorni, per i casi di femminicidio relegati alla cronaca nera.<br />
Perché siamo precarie e vogliamo reddito per tutte. Perché siamo anziane, siamo giovani madri e la mancanza di welfare ci toglie libertà. Perché siamo lesbiche, e quindi ci tolgono diritti. Perché ci stuprano in casa, nei Cie, e rispondono sicurezza. Perché la violenza maschile è condotta di Stato.<br />
No care, questa non è una mignottocrazia. Magari lo fosse!</p>
<p>No, il problema è il potere dei nani, non la premiata buona condotta delle onorevoli ballerine. La regressione sociale, culturale, politica che viviamo si può capire davvero solo indagando il nesso fra neoliberismo autoritario e nuove forme del dominio maschile, tra crisi del capitalismo e crisi del patriarcato. Come il capitalismo, il maschile in crisi non smette di produrre dominio, anzi diviene più violento proprio perché non più egemone.<br />
Sia chiaro: per noi la fine del governo Berlusconi è esigenza primaria.</p>
<p>E infatti vogliamo uno sciopero generale (questo sì, se non ora, quando?) e generalizzato, diffuso, che blocchi i flussi di merci e i flussi di comunicazione, le strade, i binari. La nostra rivoluzione quotidiana non prevede deleghe, ma partecipazione e conflitto nella società, nei luoghi di studio, di lavoro, nei partiti, nelle case. Perché sappiamo che non basta mandare a casa Papi, ma occorre produrre un nuovo senso comune: Berlusconi è una icona del maschio italiano, il berlusconismo è un&#8217;autobiografia della nazione, dell&#8217;italietta sessista e perbenista. I corpi che diventano merce ci parlano non solo di un processo onnivoro di mercificazione, ma anche di una sessualità maschile incapace di relazione tra soggetti, e che ha bisogno di esibire potere, di renderti oggetto.</p>
<p>Per noi la relazione tra i sessi è questione politica, e la questione morale non è indagine scandalistica nel privato, ma connessione tra personale e politico: è critica del potere, trasformazione della politica da luogo di dominio maschile in spazio pubblico, processo di liberazione di donne e uomini.<br />
Vi chiediamo allora, quando passa l&#8217;arrotino, di non fare le brave bambine italiane, di non restare in casa, ma di scendere in piazza, affilare gioiosamente le lame, e andare ovunque. Dobbiamo far vibrare tutti i giorni questa oscena italietta con le nostre dita affilate, per etica della responsabilità e principio di piacere. La libertà è sempre nelle nostre mani. Per questo oggi, come sempre, siamo in piazza indecorose, libere e ribelli. Siamo tutte ladies riot, più autoderminate che mai</p>
]]></html><thumbnail_url><![CDATA[https://prcmantova.files.wordpress.com/2011/02/senza-titolo-1.jpg?fit=440%2C330]]></thumbnail_url><thumbnail_width><![CDATA[]]></thumbnail_width><thumbnail_height><![CDATA[]]></thumbnail_height></oembed>