<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="yes"?><oembed><version><![CDATA[1.0]]></version><provider_name><![CDATA[Rifondazione Comunista - Federazione di Mantova]]></provider_name><provider_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com]]></provider_url><author_name><![CDATA[rifondazionemantova]]></author_name><author_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com/author/rifondazionemantova/]]></author_url><title><![CDATA[Acqua in Puglia, beffa ai&nbsp;referendum]]></title><type><![CDATA[link]]></type><html><![CDATA[<p><em>di Checchino Antonini<br />
su Liberazione del 30/06/2011</em></p>
<p>«E&#8217; indispensabile fare i conti con la realtà per non precipitare nei burroni della demagogia: sull&#8217;Acquedotto Pugliese abbiamo deciso di intraprendere la strada dell&#8217;efficientamento e su quella proseguiremo. Per questo non abbasseremo le tariffe». No, non c&#8217;è stato un golpe in Puglia. Nichi Vendola è ancora il Governatore. Solo che, per dirla col &#8220;Corriere del Mezzogiorno&#8221;, locale filiale di Via Solferino, è un «con i piedi per terra». <!--more--></p>
<p>Tradotto con linguaggio del popolo dell&#8217;acqua pubblica, convinto che il referendum avrebbe invertito una tendenza alla privatizzazione e alla mercificazione, quello che annuncia il proprietario di numerose Fabbriche lungo la penisola è che dei milioni di Sì se ne fa beffe. E lo dice a margine dell&#8217;assemblea dell&#8217;Acquedotto Pugliese (che ha approvato il bilancio 2010 &#8211; chiuso con 37 milioni di utili &#8211; e il piano industriale 2011-2014 che prevede investimenti per 674 milioni di euro con un indebitamento che raddoppierà da 219 a 402 milioni).</p>
<p>Eppure il quesito parlava chiaro abrogando la possibilità del gestore «di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio». Il motivo tecnico lo ha spiegato a quel quotidiano l&#8217;assessore alle Opere pubbliche Amati: «In Puglia la remunerazione del capitale investito del 7% è un costo: quello che pagheremo ogni anno fino al 2018 sul bond in sterline pari al 6,92% contratto durante la gestione dell&#8217;era Fitto». Ma perché queste cose non sono state spiegate agli utenti prima del referendum? chiede il cronista al Narratore: «Nessuno me le ha chieste».</p>
<p>Così alla beffa della legge approvata a 24 ore dalla vittoria referendaria (una ripubblicizzazione che prevede la nomina politica dei vertici e contempla comunque l&#8217;ingresso di privati in attività secondarie) si aggiunge quest&#8217;altro schiaffo al popolo dell&#8217;acqua pubblica e dei beni comuni. La politica è narrazione, ossia chiacchiere, il governo ha bisogno dei piedi per terra. Vendola incassa i complimenti dell&#8217;analista economico del Corriere della Sera che fa notare che l&#8217;acquedotto sia più affidabile della Fiat e di Wind e come le azioni dell&#8217;Aqp siano state promosse da Standard &amp; Poor&#8217;s, la nota agenzia di rating, proprio grazie ai tagli dei costi e all&#8217;aumento tariffario (6% quest&#8217; anno, 3,8 nel 2012).</p>
<p>Tutto ciò pesa come un macigno sulla connessione non molto sentimentale tra Vendola e il suo popolo dell&#8217;acqua pubblica che gli aveva scritto lamentando la fretta di portare a casa una legge discutibile ma che aveva chiesto un incontro «per riprendere il filo della discussione e del fruttuoso confronto con il Comitato pugliese-Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua al fine di chiarire e superare i punti controversi. Il confronto, fino a quando è stato reale e a volte anche vivace, aveva prodotto il disegno di legge più avanzato in Italia in merito alla gestione pubblica e partecipata del servizio idrico integrato, esperienza unica nel suo genere che sarebbe un peccato imperdonabile disperdere».</p>
<p>C&#8217;è stato l&#8217;incontro? «Assolutamente no ma c&#8217;è stato un abboccamento con i capigruppo di Pd e Sel, solo di cortesia», dice a Liberazione Tonia Guerra, del comitato acqua bene comune pugliese che, sabato e domenica porterà la questione all&#8217;assemblea nazionale dei comitati referendari, al Vittoria di Roma. Tuttavia non pare che le mosse baresi vadano nella direzione di quel compito che lo stesso Vendola s&#8217;è autoassegnato: «organizzare la speranza e a trasformarla in un blocco sociale, una nuova egemonia culturale».</p>
<p>E neppure sembra l&#8217;unico paradosso pugliese: «Ieri si discuteva in consiglio regionale la manovra di assestamento di bilancio &#8211; spiega Imma Barbarossa, della direzione nazionale del Prc &#8211; tagli a tutto spiano, precari e sindacati sotto la Regione a protestare contro la già avvenuta cancellazione della esenzione Irpef per &#8220;poveri&#8221; e anziani. Ebbene, passa a scrutinio segreto con un voto di scarto, con 4 franchi tiratori della maggioranza, un emendamento della destra che introduce l&#8217;esenzione del ticket per cassintegrati e disoccupati. Il capogruppo del Pdl sbeffeggia la sinistra e l&#8217;assessore di Vendola promette solennemente che sarà abrogata urgentemente la norma (che &#8220;tutela i deboli&#8221;)».</p>
]]></html></oembed>