<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="yes"?><oembed><version><![CDATA[1.0]]></version><provider_name><![CDATA[Rifondazione Comunista - Federazione di Mantova]]></provider_name><provider_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com]]></provider_url><author_name><![CDATA[rifondazionemantova]]></author_name><author_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com/author/rifondazionemantova/]]></author_url><title><![CDATA[Acqua pubblica. Ora comincia la battaglia&nbsp;post-referendum]]></title><type><![CDATA[link]]></type><html><![CDATA[<p><em>di Marco Bersani</em></p>
<p><em>Il Manifesto</em></p>
<p>Sono passate non più di due settimane dalla straordinaria vittoria referendaria sull&#8217;acqua e l&#8217;apparato politico istituzionale sembra essersi dimenticato la portata storica dell&#8217;evento.</p>
<p><!--more-->Così come con scarsa attenzione fu rilevato il record di raccolta firme &#8211; 1,4 milioni &#8211; ottenuto lo scorso anno dai movimenti per l&#8217;acqua nel più totale silenzio mass-mediatico (salvo poi scoprire lo &#8220;straordinario&#8221; ribaltone alle recenti elezioni amministrative), oggi l&#8217;insieme dei poteri forti economici e politici sembra accomunato da un unico obiettivo : negare, rimuovere, depotenziare.</p>
<p>Quasi nessuno &#8211; salvo qualche opinionista illuminato come Ilvo Diamanti &#8211; sembra essersi accorto che, con i due sì della maggioranza assoluta del popolo italiano, si sia di fatto sancita, per la prima volta dopo decenni, la sconfitta con voto democratico e popolare delle politiche liberiste nel loro complesso e si sia affermata una fortissima istanza di democrazia diretta e di nuova partecipazione sociale.</p>
<p>Certo, per chi da sempre è abituato alla manipolazione della realtà, è complicato prendere atto del fatto che i referendum sull&#8217;acqua siano stati i più votati e che, fra i due, quello che ha raggiunto un ulteriore maggioranza di sì, sia proprio quello che ha abrogato la possibilità di fare profitti dalla gestione di un bene essenziale. Così, mentre Confindustria e i poteri forti lanciano una vera e propria campagna di terrorismo psicologico sullo stile «si ferma la crescita del Paese», «si bloccano gli investimenti», i partiti politici fanno a gara nell&#8217;attivarsi per il depotenziamento del risultato.</p>
<p>Da una parte il governo del decreto Ronchi e della forzata privatizzazione ha subito tenuto a dire che il risultato referendario non andava interpretato come un plebiscito contro il governo &#8211; argomentazione fondata &#8211; salvo evitare di riflettere sul fatto che, nonostante i ripetuti inviti all&#8217;astensione della coppia Berlusconi-Bossi, il 26% dell&#8217;elettorato di Forza Italia e il 42% dell&#8217;elettorato leghista abbia disobbedito, scegliendo la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua. Dall&#8217;altra, il blocco politico-mediatico Segreteria Pd-Repubblica-L&#8217;Espresso, dopo aver opportunisticamente appoggiato sul filo di lana una campagna referendaria sino ad allora avversata e/o subita, si è immediatamente affrettato a riallinearsi, propagandando una propria debole e sbagliata proposta di legge come risolutiva del voto referendario.</p>
<p>Con intorno lo sguardo stordito dei media mainstream progressisti, i quali, incapaci di vedere &#8211; o di ammettere &#8211; di trovarsi al cospetto del più grande movimento per durata, penetrazione sociale e organizzazione dal basso, degli ultimi decenni, hanno preferito ignorarlo attribuendogli di volta in volta le caratteristiche di invisibilità eroica o di creatività estemporanea.</p>
<p>Il risultato di tutto questo scenario è quello sotto gli occhi di tutti : grandi manovre dei poteri forti finanziari per addivenire in tempi rapidi ad una nuova normativa che ristabilisca l&#8217;indiscutibile primato del mercato &#8211; fino al paradosso del Sole 24ore che il 28 giugno sponsorizza la proposta di legge del Pd &#8211; e altrettante manovre del mondo politico istituzionale che continua a considerare i referendum non una deliberazione costituzionale del popolo sovrano, quanto una semplice espressione da interpretare, sintetizzare e modulare (da loro, ovviamente).</p>
<p>Grande è il disordine sotto il cielo, ma alcuni punti fermi sono inequivocabili: il primo quesito referendario ha abrogato il decreto Ronchi e dunque, da ora, è vigente la dottrina comunitaria che contempla tutte le forme di gestione, compresa &#8211; dopo vent&#8217;anni di tabù &#8211; la gestione attraverso enti di diritto pubblico; il secondo quesito ha abrogato «l&#8217;adeguata remunerazione del capitale investito», ovvero la possibilità di fare profitti sulla gestione dell&#8217;acqua, da cui si deduce che l&#8217;unica tra le gestioni possibili sia esattamente quella attraverso enti di diritto pubblico.</p>
<p>Questo è ciò che ha deliberato il popolo italiano, questo è ciò che tutti i livelli istituzionali devono eseguire. Domani e domenica 3 luglio si terrà a Roma l&#8217;assemblea nazionale dei movimenti per l&#8217;acqua: con l&#8217;allegria di un percorso vittorioso e con la determinazione di chi è consapevole di voler cambiare il mondo sapremo ristabilire la verità di ciò che è successo nel Paese e scriveremo collettivamente l&#8217;agenda locale e globale per ottenere quanto il popolo italiano ha deciso: la riappropriazione sociale del bene comune acqua, la sua gestione pubblica e partecipativa.</p>
]]></html></oembed>