<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="yes"?><oembed><version><![CDATA[1.0]]></version><provider_name><![CDATA[Rifondazione Comunista - Federazione di Mantova]]></provider_name><provider_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com]]></provider_url><author_name><![CDATA[rifondazionemantova]]></author_name><author_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com/author/rifondazionemantova/]]></author_url><title><![CDATA[«Far paura ai governi per spaventare le&nbsp;banche»]]></title><type><![CDATA[link]]></type><html><![CDATA[<p><em>Liberazione del 23/07/2011</em><br />
<em>Intervista a Giorgio Cremaschi, Comitato centrale Fiom, Rete 28 Aprile</em></p>
<p>«Proprio mentre noi siamo a Genova, a Bruxelles hanno deciso di massacrarci», dice ai piedi dello scalone di Tursi Giorgio Cremaschi, presidente del comitato centrale Fiom e leader della Rete 28 aprile, che fa la spola tra le iniziative del decennale alla vigilia del corteo dei movimenti sociali. Il cosiddetto &#8220;Piano Marshall&#8221;, secondo il sindacalista serve a «pilotare il fallimento della Grecia e stabilisce la vendita all&#8217;incanto, l&#8217;asta, dei beni comuni perché il debito pubblico non si scarichi sulle banche che ne detengono i titoli. Se dieci anni fa eravamo qui contro il pensiero unico come &#8220;cittadini del mondo&#8221; adesso ne siamo le vittime».</p>
<p><strong>Che cosa è accaduto nel frattempo?</strong><br />
E&#8217; successo che il pensiero unico s&#8217;è fatto &#8220;governo unico&#8221;, una dittatura finanziaria che governa l&#8217;Europa. Juncker, il presidente dell&#8217;Europarlamento, ha appena detto che la democrazia è un lusso che la Grecia non può più permettersi.</p>
<p><strong>Che ogni azione politica contro la crisi vada a impattare sull&#8217;Europa monetaria è un patrimonio comune di chi è tornato a Genova.</strong><br />
Sì ma ora bisogna riavvicinare il tiro. La globalizzazione si chiama Marchionne, si chiama Moody&#8217;s, Sachs. Il nemico sta a Francoforte, a Bruxelles e sta distruggendo la civiltà europea. L&#8217;attualità del ritorno a Genova, della Cassandra, sta in questo. Se dieci anni fa la repressione è stata poliziesca ora è sociale. Otto milioni di poveri, tre più di allora, e destinati a crescere in autunno. Ci serve una contestazione più decisa. Le rivolte sociali devono spaventare i governi più di quanto facciano le Borse.</p>
<p><strong>Ecco Cremaschi, come si fa a far paura ai governi?</strong><br />
Bisogna unirisi, costruire appuntamenti, trovare delle sedi, fare fronte comune in Italia e in Europa per intercettare un&#8217;insubordinazione sociale diffusa che parla un linguaggio comune e non ha sponde nella rappresentanza. C&#8217;è oggi una sorta di anticapitalismo diffuso, forse maggioritario, e trasversale perché entrambi i poli sono subalterni al capitale finaziario. Ma, se dovesse cadere Berlusconi &#8211; e io me lo auguro &#8211; con un eventuale centrosinistra o un governo di unità nazionale sul piano sociale non cambierebbe nulla. Nella democrazia, per spaventare le banche, bisogna mettere paura alla politica.</p>
<p><strong>Da come parli sembra che tu sappia che qualcosa stia bollendo in pentola.</strong><br />
Ci stiamo lavorando. Se ci pensi una piattaforma sociale c&#8217;è già, ed è composta di sì e di no. E&#8217; contro l&#8217;accordo tra confederali e confindustria, contro il Piano Marchionne, per il contratto nazionale e la nazionalizzazione delle banche, per i beni comuni e per far pagare il debito a chi l&#8217;ha prodotto. Ogni movimento ha la sua autonomia ma è necessario che le piattaforme si unifichino, che si dica che qualsiasi governo che chieda sacrifici sarà un avversario dei movimenti.</p>
<p><strong>Intanto c&#8217;è già una prima assemblea internazionale, domani qui a Genova. E gli indignados hanno già lanciato la data del 15 ottobre per una mobilitazione europea.</strong><br />
Ecco, domani si parli anche di questo. L&#8217;importante è che l&#8217;autunno non veda piazze rituali, che impatti l&#8217;Europa, che abbia come discriminate il no all&#8217;accordo sull&#8217;aziendalizzazione dei contratti. Dobbiamo uscire da un&#8217;idea di opposizione liberale a Berlusconi. Abbiamo la fortuna che in Italia i movimenti contro l&#8217;Ue non siano egemonizzati dalle destre xenofobe. La Lega, infatti, è genuflessa alle banche.</p>
]]></html></oembed>