<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="yes"?><oembed><version><![CDATA[1.0]]></version><provider_name><![CDATA[Rifondazione Comunista - Federazione di Mantova]]></provider_name><provider_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com]]></provider_url><author_name><![CDATA[rifondazionemantova]]></author_name><author_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com/author/rifondazionemantova/]]></author_url><title><![CDATA[Come minimo, lo&nbsp;sciopero]]></title><type><![CDATA[link]]></type><html><![CDATA[<p><strong>SERGIO COFFERATI · </strong>L’ex segretario Cgil: «Manovra classista: sceglie a chi far pagare la crisi»</p>
<p><a href="https://prcmantova.files.wordpress.com/2011/08/image0011.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="1810" data-permalink="https://prcmantova.wordpress.com/2011/08/27/come-minimo-lo-sciopero/image0011-9/" data-orig-file="https://prcmantova.files.wordpress.com/2011/08/image0011.jpg" data-orig-size="189,115" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="image0011" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;image0011&lt;/p&gt;
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<p>«La disoccupazione reale, calcolata aggiungendo ai dati Istat i numeri di chi è in cassa integrazione senza un futuro lavorativo, supera il 13%.<br />
La disoccupazione giovanile è sopra il 30%.<br />
Infine, e questo è forse il dato più preoccupante, un italiano su quattro vive al di sotto della soglia di povertà.<br />
Madi questo non si parla, tutto il dibattito politico è concentrato sulla riduzione del debito».<!--more--><br />
Sergio Cofferati snocciola dati impressionanti, «in peggioramento perché nell’anno in corso il Pil sarà inferiore a quello stimato», il che vuol dire che «non ci sarà occupazione aggiuntiva».<br />
In un contesto come questo, una manovra come quella del governo «che in altri tempi avremmo definito classista, rischia di produrre effetti sociali devastanti».<br />
Perciò l’europarlamentare del Pd condivide la scelta della Cgil, il sindacato di cui è stato segretario generale, di chiamare allo sciopero generale, «anche se la lotta sarà dura e bisognerà attrezzarsi a resistere nel tempo».<br />
Cofferati non capisce le perplessità, se non addirittura l’ostilità del suo partito rispetto alle ineludibili iniziative di lotta.<br />
«Ma sarà la dura realtà, sarà il precipitare della crisi sulla pelle dei più deboli a costringere il Partito democratico a rifare i suoi conti.<br />
I fatti sono più pesanti delle chiacchiere e degli equilibrismi».<br />
Partiamo dalla manovra: classista e unicamente incentrata sulla riduzione del debito, dici.</p>
<p>Qual è la filosofia che la anima?<br />
Alla base c’è la cecità di chi crede che la riduzione del debito, pur importante, possa consentire l’uscita dalla crisi.</p>
<p>Senza crescita dove vai? E con quale coesione sociale?</p>
<p>Per crescere bisogna investire, ma nella manovra non ci sono investimenti.<br />
Io credo che gli eurobond e una tassa sulle transazioni finanziarie siano passi indispensabili per sostenere le popolazioni europee, arginare la speculazione e attivare politiche keinesiane classiche di investimenti.<br />
Dando la priorità alle infrastrutture &#8211; e non penso certo al ponte di Messina o ad altre opere faraoniche &#8211; alla conoscenza – scuola, ricerca, formazione &#8211; e alla qualità del lavoro.<br />
Per fare tutto questo non credo che bastino gli eurobond e la Tobin tax.<br />
È ovvio.<br />
Serve una scelta opposta a quella che anima la manovra governativa, ripeto, classista perché seleziona accuratamente i soggetti, le fasce sociali, le classi a cui far pagare la crisi e quelle da salvare dalla mannaia, a cui non si chiede alcun sacrificio.<br />
Sbaglia l’opposizione a sorprendersi, queste sono da sempre la linea e la pratica del governo Berlusconi.<br />
Per rimettere in moto il paese è ineludibile una tassa sui patrimoni, non si esce dalla paralisi con provvedimenti a carico in parte del ceto medio e in toto dei ceti più deboli.<br />
Intervenendo sull’Irpef e con i tagli, il governo costringerà gli enti locali a far pagare i costi agli utenti poveri e alle famiglie numerose abbattendo il welfare sociale, di cui probabilmente la famiglia di EmmaMarcegaglia può fare a meno.<br />
Invece, bisogna girare lo sguardo sulle grandi ricchezze e sui patrimoni.<br />
Non serve denunciare l’evasione fiscale, piuttosto la si colpisca, non è poi così difficile: basterebbe mettere a confronto stili di vita e proprietà, barche e automobili di lusso e ville con le dichiarazioni dei redditi.<br />
Certo, i negozianti devono fare lo scontrino, ma senza dimenticare che il grosso dell’evasione viene da più su.<br />
Crescita è una parola buona per tutte le stagioni.<br />
C’è crescita e crescita.<br />
Penso anch’io che dobbiamo costruire un’altra idea di sviluppo.<br />
Obama aveva iniziato a parlare della sostenibilità ambientale (e sociale, aggiungo io) dell’economia, ma ora la crisi sembra aver derubricato il tema.<br />
Non dev’essere così per noi.<br />
Così come si tenta di strumentalizzare la crisi per colpire la dimensione sociale del lavoro, fatta di qualità, dignità, diritti, conoscenza.</p>
<p>Che c’entra con questo il debito?<br />
Niente.<br />
Si tratta di un’operazione vistosissima, neanche camuffata, per modificare le relazioni sociali consolidate e la civiltà del lavoro.<br />
Ho trovato una conferma di queste mie riflessioni nei due articoli bellissimi di Umberto Romagnoli sul manifesto.<br />
Vengono stravolti i patti costitutivi, con l’introduzione del concetto che la contrattazione può modificare la legge, mettere in mora lo Statuto dei lavoratori, l’articolo 18.<br />
Si vanifica il contratto nazionale attraverso le deroghe, riducendolo a simulacro per i più deboli, in un paese in cui il 70% dei lavoratori non ha contrattazione integrativa.<br />
Il contratto nazionale è stato voluto proprio per uniformare le condizioni a vantaggio dei più deboli e tutelare le imprese dalla concorrenza sleale.<br />
Per non parlare dell’effetto retroattivo inserito nell’articolo 8 della manovra.<br />
È il riconoscimento e la generalizzazione del «contratto Fiat», compresa la clausola ad escludendum dei sindacati non firmatari, come ci ricorda sempre Romagnoli.<br />
È miope chi pensa che il problema riguardi solo la Fiom, domani in base a quel principio può toccare a tutti: si spinge verso la formazione di sindacati di comodo.<br />
La retroattività trasforma ilmodello Fiat in un modello generale, mentre dà a Marchionne la possibilità di restare in Confindustria, si impone alle aziende che avevano rifiutato di aderire alla filosofia del Lingotto.<br />
Il governo dicono di aver scritto l’articolo 8 della manovra per sostenere l’accordo del 28 giugno tra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil sui contratti e la rappresentanza.<br />
Ho già testimoniato sul manifesto lemie critiche a quell’accordo, ma il fatto nuovo è che la manovra lo cancella.<br />
Inutile girarci intorno e raccontare fandonie.</p>
<p>Dunque, bene ha fatto la Cgil a indire lo sciopero generale?<br />
Per far fronte a un disegno politico che mentre approfondisce le diseguaglianze sociali aggredisce diritti e agibilità sindacali, sarebbe ovvio che tutte le organizzazioni sindacali mettessero in campo grandi iniziative volte a parlare a tutti delle conseguenze sociali devastanti della manovra, nel medio maanche nel brevissimo tempo.<br />
Lo denuncia con nettezza anche Famiglia cristiana, quando individua correttamente le vittime della ricetta Tremonti nelle famiglie e nelle fasce più deboli.<br />
Serve informazione, insiemea un confronto con gli enti locali, e insieme una campagna di lotta compreso lo sciopero generale.<br />
Se Cisl e Uil si chiamano fuori, alla Cgil non resta che andare avanti, anche da sola.<br />
Si tratta di un percorso impegnativo che non si esaurisce con uno sciopero generale, bisognerà attrezzare il movimento a durare nel tempo.<br />
Sei stato segretario generale della Cgil e militi nel Partito democratico.<br />
Come vivi la posizione del tuo partito, passato dall’equilibrismo tra posizioni inconciliabili a una scelta netta: contro la Cgil che indice lo sciopero?<br />
Per me è difficile comprendere la ratio di certe posizioni.<br />
Se il Pd ha un’ipotesi alternativa a quella del governo, e ce l’ha, avrà pur bisogno di sostenerla.<br />
Nessuno può essere così sciocco da pensare che l’unico modo per sostenerla sia il dibattito parlamentare, servono iniziative politiche.<br />
Tanto più che l’opposizione da tempo sostiene che la crisi è grave, in Italia è più pesante che altrove mentre il governo l’ha sempre ignorata o nascosta.<br />
Allora, ripeto, bisogna sostenere con le iniziative politiche e la mobilitazione le proprie scelte alternative, spiegandole alla gente.</p>
<p>Che senso ha sorprendersi o addirittura manifestare insofferenza se la Cgil si incammina sulla strada della mobilitazione e lo fa con gli strumenti che ha, cioè con lo sciopero?<br />
Già in autunno gli effetti del combinato disposto crisi più manovra provocherà conseguenze pesanti.<br />
Credo fermamente nell’autonomia reciproca tra sindacati e partiti, però ora l’opposizione dovrebbe rendersi conto che i suoi obiettivi sono oggettivamente più simili a quelli della Cgil che non a quelli del governo.</p>
<p>Credi che sia ancora possibile una battaglia per ricollocare il Pd su posizioni più comprensibili?<br />
Credo che la sofferenza dell’autunno ci chiamerà in causa tutti, per dare orizzonti politici e sociali al peggioramento della vita dei ceti più deboli e più colpiti.<br />
I fatti sono duri, ci costringeranno realisticamente a ricollocarci.<br />
Vedi, in Italia non ci sono mai stati conflitti durissimi come in altri paesi europei grazie alla presenza di corpi intermedi che hanno garantito una mediazione sociale.<br />
Ora sono a rischio proprio questi corpi intermedi, penso anche agli enti locali a cui vengono sottratti strumenti e risorse che storicamente hanno consentito di evitare l’esplosione di conflitti incontrollati, grandi esplosioni sociali.<br />
Se questa rete si rompe, se le sue maglie si strappano e si stanno strappando, tutto diventerà più complicato.<br />
Questi sono i fatti che dovranno far riflettere tutti, anche il mio partito.</p>
]]></html><thumbnail_url><![CDATA[https://prcmantova.files.wordpress.com/2011/08/image0011.jpg?fit=440%2C330]]></thumbnail_url><thumbnail_width><![CDATA[]]></thumbnail_width><thumbnail_height><![CDATA[]]></thumbnail_height></oembed>