<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="yes"?><oembed><version><![CDATA[1.0]]></version><provider_name><![CDATA[Rifondazione Comunista - Federazione di Mantova]]></provider_name><provider_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com]]></provider_url><author_name><![CDATA[rifondazionemantova]]></author_name><author_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com/author/rifondazionemantova/]]></author_url><title><![CDATA[Corruzione, criminalità, evasione. Quanto ci costa l&#8217;illegalità]]></title><type><![CDATA[link]]></type><html><![CDATA[<p><em>di Maria R. Calderoni</em><br />
<em><strong>Il libro. &#8220;Soldi rubati&#8221; di Nunzia Penelope</strong></em></p>
<p>Il debito pubblico non è proprio per niente un&#8217;entità astratta. Il debito pubblico è pubblico, cioè di tutti, lo dice la parola stessa. Stando che oggi come oggi &#8211; dati 2010 di Banca Italia &#8211; il medesimo debito pubblico &#8211; cioè di tutti &#8211; ammonta esattamente a 1867 miliardi di euro (100 miliardi in più dell&#8217;anno precedente, 200 in più del 2007), questo vuol dire che ognuno dei cittadini italiani, neonati compresi, ha sulle spalle la sua quota di debito pubblico. Vale a dire 31 mila euro a cranio (60 milioni di lire, se vi è più chiaro).<!--more--><br />
E come si è arrivati a tanto? E di chi è la colpa? E come possiamo uscirne? Sembrerebbero le domande del Cappellaio matto, quello che chiedeva la differenza tra un corvo e uno scrittoio. Invece no, non siamo nel paese di Alice e le risposte, assolutamente chiare, persino inoppugnabilmente logiche, ci sono e come.</p>
<p>Provate a leggere questo libro &#8211; Nunzia Penelope, Soldi rubati, Ponte alle Grazie, pag. 326, euro 14,60 &#8211; e le avrete tutte, le risposte. E le capirete tutte, anche se non siete esperti del ramo e laureati in economia, perché &#8211; merito non da poco &#8211; questo libro tratta l&#8217;ostica materia fatta di cifre, bilanci, mercati, banche, finanze, ecc., con un linguaggio semplice, chiaro, per niente astruso e difficile, come il più delle volte avviene in campo di economia e affini, nel quale, a capirci, spesso sono solo loro, gli addetti ai lavori.<br />
Con questo libro, invece, ci capiamo benissimo anche noi non addetti; e francamente vale la pena di leggerlo. Più avvincente di un thriller.</p>
<p>Intanto, la trama, come recita la copertina: «Corruzione, criminalità, truffe, crac, evasione fiscale. La prima inchiesta completa sui devastanti costi dell&#8217;illegalità in Italia».<br />
Col debito pubblico tutto ciò c&#8217;entra, c&#8217;entra moltissimo. «Partiamo dai numeri base: ogni anno in Italia abbiamo 120 miliardi di evasione fiscale, 60 miliardi di corruzione. Fanno 180 miliardi l&#8217;anno. In dieci anni farebbero 1800 miliardi: esattamente l&#8217;intero stock del debito pubblico. Si potrebbe azzerare e vivere felici».</p>
<p>Questo l&#8217;incipit. Il resto viene da sé, di conseguenza. Perché l&#8217;evasione fiscale non è solo e soltanto quello che, semplicemente e meramente, in soldoni, si sottrae al fisco. No, l&#8217;evasione fiscale è molto di più e molto di peggio. Lasciamo la parola al libro. L&#8217;evasione fiscale è «la madre di tutte le illegalità, da cui discende il resto. La filiera è la seguente: si evade, si nascondono i soldi, si corrompe per nasconderli, e poi, una volta ripuliti attraverso il riciclaggio, si usano per corrompere ulteriormente. Oppure per metterseli in tasca».</p>
<p>Tutto ciò che vorreste sapere sull&#8217;evasione fiscale e nessuno vi ha mai detto. Ecco «i numeri», come li mette in fila il libro di Nunzia Penelope. «270 miliardi di euro l&#8217;imponibile evaso ogni anno; da 100 a 125 miliardi di euro l&#8217;anno il mancato introito per lo Stato; 3000 euro l&#8217;anno pagati in più da ciascun contribuente in regola causa evasione fiscale; negli ultimi 30 anni il lavoro dipendente ha pagato tasse maggiori per 870 miliardi di euro». Baciamo le mani.</p>
<p>Evasione fiscale, due o tre cose che so di lei. Intanto, in tutti questi anni, non è mai rallentata, anzi si è accresciuta. Lo dice, ad esempio, il Rapporto 2010 della Guardia di Finanza, presentato in Parlamento il 26 gennaio scorso. Ebbene, «nel 2010 sono stati accertati ricavi o compensi non dichiarati per 50 miliardi, quasi il doppio rispetto ai 27 miliardi del 2009». E salgono addirittura dell&#8217;80 per cento le somme traslocate all&#8217;estero illegalmente: da 8 a 10 miliardi e mezzo nel giro di dodici mesi.</p>
<p>Come si sa, in Italia ci sono 5 milioni e mezzo di partite Iva; ed è Mario Draghi a dire come vanno le cose in questo settore: «Se tutta l&#8217;Iva fosse pagata regolarmente, il rapporto deficit/Pil del nostro paese sarebbe tra i più bassi d&#8217;Europa».</p>
<p>Buono a sapersi. Resta da capire come mai l&#8217;evasione continui indisturbata, non a scendere ma a salire, come denunciano gli stessi dati ministeriali. Serpico, Perseo, Gerico, Elisa sono i nomi, persino mitologici, con cui l&#8217;Agenzia delle entrate identifica i vari strumenti informatici utilizzati nella &#8220;caccia&#8221; ai contribuenti disonesti. Senza troppo successo, a quanto pare. Infatti, ad incentivare l&#8217;evasione medesima, «c&#8217;è anche la reputazione d&#8217;inefficienza dell&#8217;apparato amministrativo, che consente a chi non vuole pagare le tasse di sentirsi in una botte di ferro».</p>
<p>E, comunque, tranquilli, «anche se viene scoperto, non è detto che l&#8217;evasore paghi. In genere passano anni, perché il meccanismo della riscossione funziona poco e male». I dati, sempre loro, parlano chiaro. «Dell&#8217;evasione accertata nel 2009, pari a 26,34 miliardi, è stato effettivamente riscosso solo il 10,4 per cento, cioè 2,7 miliardi»: la norma è questa, andate pure a vedere le cifre dell&#8217;ultimo decennio. Per non parlare della giustizia tributaria che fa acqua da tutte le parti, con pendenze arretrate che sono ormai quasi 700mila, contenziosi che durano in media più di 8 anni e 4mila giudici in organico quando ne occorrerebbero «almeno il doppio».</p>
<p>Con &#8220;la manovra&#8221; ora Tremonti e soci si sono svegliati di soprassalto e assicurano che il fisco darà caccia, persino con tintinnio di manette, e l&#8217;evasore non avrà scampo.<br />
L&#8217;ennesima bufala.</p>
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