<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="yes"?><oembed><version><![CDATA[1.0]]></version><provider_name><![CDATA[Rifondazione Comunista - Federazione di Mantova]]></provider_name><provider_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com]]></provider_url><author_name><![CDATA[rifondazionemantova]]></author_name><author_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com/author/rifondazionemantova/]]></author_url><title><![CDATA[Posto fisso. L&#8217;importanza di chiamarsi&nbsp;Fornero]]></title><type><![CDATA[link]]></type><html><![CDATA[<p><em>Di Alessandro Robecchi</em><br />
<img class="alignleft" src="https://i0.wp.com/web.rifondazione.it/home/images/fornero.jpg" alt="" width="150" height="150" />Siccome dei tanti posti (fissi e fississimi) del professor Monti abbiamo già detto (qui) e non vorremmo diventare monotoni, ecco un&#8217;altra edificante storia di ministri tecnici che ci ricorda l&#8217;importanza di avere una famiglia unita e (possibilmente) non precaria. La ministra Fornero, per esempio.Naturalmente ha un posto fisso, è docente ordinario di Economia Politica all&#8217;Università di Torino. Come suo marito Mario Deaglio, docente di Politica Economica all&#8217;Università di Torino. E come anche la figliola, professore associato di Medicina. Dove?<!--more--></p>
<p>All&#8217;università di Torino (bravi, avete indovinato, ma non si vinceva niente, nemmeno un dottorato&#8230;), dove insegna da quando aveva trent&#8217;anni (oggi ne ha 37). Ora, naturalmente non c&#8217;è niente di male se tre persone della stessa famiglia lavorano nella stessa università, a parte il fatto che uno potrebbe anche pensar male&#8230; Naturalmente saranno tutti bravissimi, per carità, e come è noto qui si premia il merito&#8230; soprattutto il merito di chiamarsi Fornero/Deaglio. Già, perché la figliola di posti fissi ne ha addirittura due: uno all&#8217;università di mamma e papà (famiglia unita, dicevamo), e l&#8217;altro come responsabile della ricerca presso la HuGeF, che è un&#8217;importante Fondazione che si occupa di genetica. Per arrivare a quel posto lì bisogna essere bravi davvero, non c&#8217;è dubbio, ma chissà, magari di bravi ce ne sono tanti! E allora, oltre a essere bravi, potrebbe aiutare il fatto che la Fondazione è stata creata dalla Compagnia di San Paolo, di cui mamma era vicepresidente (uff, coincidenze!), finanziata dall&#8217;Università di Torino dove lavorano papà e mamma (uff, coincidenze!) e nel cui consiglio direttivo sedeva il rettore dell&#8217;università di Torino, un tale Francesco Profumo che ora è diventato ministro nello stesso governo di mamma Fornero (uff, coincidenze!).</p>
<p>Naturalmente questa è solo cronaca, e non ci permetteremmo mai (mai!) di avanzare sospetti di nessun tipo. Del resto, molto spesso anche i figli degli operai fanno gli operai, o, al massimo, i precari o i disoccupati, e per di più si ostinano a stare aggrappati ai loro privilegi, tipo l&#8217;articolo 18&#8230;</p>
]]></html><thumbnail_url><![CDATA[https://i0.wp.com/web.rifondazione.it/home/images/fornero.jpg?fit=440%2C330]]></thumbnail_url><thumbnail_width><![CDATA[150]]></thumbnail_width><thumbnail_height><![CDATA[150]]></thumbnail_height></oembed>