<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="yes"?><oembed><version><![CDATA[1.0]]></version><provider_name><![CDATA[Rifondazione Comunista - Federazione di Mantova]]></provider_name><provider_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com]]></provider_url><author_name><![CDATA[rifondazionemantova]]></author_name><author_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com/author/rifondazionemantova/]]></author_url><title><![CDATA[Lavoro, le politiche sbagliate di Berlusconi Monti e&nbsp;Letta]]></title><type><![CDATA[link]]></type><html><![CDATA[<p><em>Lettera alla Gazzetta</em></p>
<p><img data-attachment-id="3280" data-permalink="https://prcmantova.wordpress.com/2013/10/04/il-12-ottobre-tutti-in-piazza-per-la-democrazia-e-il-lavoro-2/131003manifesto12_pagina_1/" data-orig-file="https://prcmantova.files.wordpress.com/2013/10/131003manifesto12_pagina_1.jpg" data-orig-size="1654,2339" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="131003manifesto12_Pagina_1" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://prcmantova.files.wordpress.com/2013/10/131003manifesto12_pagina_1.jpg?w=212" data-large-file="https://prcmantova.files.wordpress.com/2013/10/131003manifesto12_pagina_1.jpg?w=724" class="alignleft size-thumbnail wp-image-3280" alt="131003manifesto12_Pagina_1" src="https://prcmantova.files.wordpress.com/2013/10/131003manifesto12_pagina_1.jpg?w=102&#038;h=150"   />Egregio direttore, quanto si legge oggi sul suo giornale e la conferma sulla sua versione internet già dalle prime ore della mattinata della chiusura della raffineria IES è una “bastonata” troppo pesante per le 350 famiglie dei dipendenti alle quali si vanno ad aggiungere quelle dell&#8217;indotto che da gennaio 2014 si ritroveranno in serie difficoltà economiche.</p>
<p>Il fatto che la situazione fosse grave fin dal momento in cui, nel lontano 2007, la proprietà è passata nelle mani degli ungheresi della Mol non è servito a stimolare gli amministratori dell&#8217;azienda e i politici locali nel trovare delle soluzioni che fossero il meno devastanti possibile per l&#8217;economia familiare dei lavoratori interessati.<!--more--></p>
<p>Secondo i dati ISTAT la disoccupazione nella provincia di Mantova negli ultimi 5 anni (2008-2012) è quasi raddoppiata passando dal 4,1% al 7,5%, un tasso di che si colloca nella classifica della regione Lombardia, quella che da molti viene definita la regione più laboriosa d&#8217;Italia, esattamente a metà ma che se prendiamo in considerazione il territorio circostante delle otto provincie confinanti si colloca al settimo posto di una classifica che va dal 4,4% di Verona all&#8217;11,1% di Ferrara.</p>
<p>Il dato non è certo migliorato nel 2013 dopo le chiusure della Burgo, della Reni e di altre piccole, ma non meno importanti, realtà.</p>
<p>La situazione nazionale non è certamente migliore di quella della nostra provincia, le affermazioni dei presidenti degli ultimi tre governi nazionali che si sono succeduti, da Berlusconi a Letta passando per Monti, che per mesi hanno cercato di convincerci che le politiche di austerità ci avrebbero portato a un miglioramento della situazione economica e alla risoluzione della crisi si sono rivelate completamente false e sbagliate, le loro politiche sono state invece la causa principale della precarietà e della disoccupazione di massa che c&#8217;è oggi in Italia.</p>
<p>Gli investimenti economici del paese che sono stati rivolti negli ultimi anni a progetti inutili e dannosi per il territorio e la popolazione (TAV Val di Susa, cacciabombardieri) e alle enormi spese per pensioni e stipendi d&#8217;oro non hanno per niente interessato il mondo del lavoro.</p>
<p>Noi proponiamo esattamente il contrario, le ricchezze vanno ridistribuite a partire dalle classi più bisognose della società e per la costruzione di un “Piano del lavoro” che consenta alle aziende in difficoltà in primo luogo ma anche a quelle che in difficoltà non lo sono ancora di poter aprire nuovi sbocchi industriali e far crescere i propri livelli occupazionali anche attraverso una diminuzione dell&#8217;orario di lavoro. L&#8217;idea del nostro piano del lavoro è che senza una modifica sostanziale dell&#8217;idea del lavoro, senza un intervento pubblico in economia non c&#8217;è possibilità di uscire dalla crisi.</p>
<p>E&#8217; necessaria una socializzazione su cosa, come e per chi produrre, e questo non lo può decidere il privato, ma deve essere ripristinato un ruolo programmatorio dello Stato.<br />
In questa crisi o o si riesce a garantire i diritti universali ( ad esempio attraverso il reddito minimo garantito) rompendo la contrapposizione tra chi è occupato , chi è precario, e chi è senza lavoro o il problema del lavoro non si risolverà da sé, ed è giunta l&#8217;ora che al primo punto della discussione politica torni il tema del lavoro.</p>
<p><em>Gaetano Feliciello</em></p>
]]></html><thumbnail_url><![CDATA[https://prcmantova.files.wordpress.com/2013/10/131003manifesto12_pagina_1.jpg?w=106&fit=440%2C330]]></thumbnail_url><thumbnail_width><![CDATA[]]></thumbnail_width><thumbnail_height><![CDATA[]]></thumbnail_height></oembed>