<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="yes"?><oembed><version><![CDATA[1.0]]></version><provider_name><![CDATA[Rifondazione Comunista - Federazione di Mantova]]></provider_name><provider_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com]]></provider_url><author_name><![CDATA[rifondazionemantova]]></author_name><author_url><![CDATA[https://prcmantova.wordpress.com/author/rifondazionemantova/]]></author_url><title><![CDATA[Verso il primo maggio: andiamo&nbsp;Controvento]]></title><type><![CDATA[link]]></type><html><![CDATA[<p>Per protesta contro le aperture selvagge che hanno annullato le festività laiche e religiose, negli ultimi anni abbiamo prodotto beffe creative, striscioni, azioni e finti manifesti pubblicitari che riprendevano lo stile dei grandi marchi del commercio per “sovvertirne” il messaggio; questa volta invece abbiamo scelto di ribaltare il significato degli originali. <!--more--><br />
I manifesti 6×3 del concerto di Arisa che si terrà all’Outlet il primo maggio, collocati a Mantova e a Bagnolo, sono stati il veicolo della protesta creativa per trasmettere messaggi diversi. Strisce di carta e colla ed ecco che l’orario del concerto viene coperto con un “Non è mai festa al” che si aggancia a “Mantova Outlet” e che, dopo “concerto gratuito” vede aggiungere un perentorio “lavoratori in svendita”. Una operazione di &#8220;guerriglia culturale&#8221; per scatenare un dibattito e finirla con l’ipocrisia. L’ipocrisia di vedere i cittadini (spesso a loro volta lavoratori) trasformati in consumatori ossessivi; l’ipocrisia di vedere un’Europa (specialmente quella occidentale) in cui giorno festivo significa “negozi chiusi” e un’Italia in cui il parlamento ha legiferato solo per servire al meglio i colossi della grande distribuzione organizzata a danno del piccolo commercio e di chi lavora. E poi ci sono loro, migliaia di donne e uomini che vivono quotidianamente il ricatto occupazionale: a loro vent’anni di riforme del lavoro di centrodestra-centrosinistra-tecnici hanno solo stretto un cappio intorno al collo. [ Qui un report dettagliato dell&#8217;azione ]</p>
<p>Giovedì 1 Maggio &#8211; appuntamento dalle 10 davanti ai cancelli del Fashion District di Bagnolo San Vito</p>
<p>Per il primo maggio i sindacati confederali hanno proclamato uno sciopero nella grande distribuzione e un presidio al mattino davanti all’Outlet di Bagnolo San Vito. Non ci illudiamo che un solo sciopero e un presidio possano piegare un colosso del commercio che compra ampi spazi pubblicitari sui media e che ha arruolato persino la vincitrice di Sanremo 2014, ma abbiamo scelto di essere lì. Parteciperemo forti del nostro impegno, delle nostre parole d’ordine fatte di solidarietà e lotta, cercando di coinvolgere lavoratori e lavoratrici incontrati durante le vertenze di questi mesi.<br />
L’impatto della crisi nel mantovano è devastante: sotto i colpi di delocalizzazioni, chiusure pilotate e dei ricatti occupazioni cadono i diritti e i posto di lavoro a migliaia tra Burgo, Mps, Pompea, Primafrost, Ies etc.; così in alcune coop &#8220;sociali&#8221;, nella grande distribuzione organizzata e nelle campagne con il loro carico di sfruttamento di manodopera straniera. Il “bollettino di guerra” si è arricchito di nuove vittime: i lavoratori del macello di Bagnolo, situato proprio a 50 mt. dalla “città della moda”.</p>
<p>Nessuno si salva da solo da questo attacco, solo uniti possiamo costruire una narrazione e un destino comune senza più concedere nulla a profittatori e sciacalli. Per resistere all’attacco, per immaginare l’alternativa e per costruire il cambiamento: uniti siamo tutto.</p>
<p>eQual<br />
Gruppo di iniziativa sociale &#8211; Mantova</p>
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